Ci troviamo nel territorio della
provincia di Pesaro e Urbino, lungo la media valle del Metauro, caratterizzata dall'influenza della città ducale di Urbino, ed in cui ricadono i comuni di
Fermignano, Peglio e Urbania. Il paesaggio prevalentemente collinare, ora aspro e selvaggio, ora dolce e luminoso, è attraversato dall'antica via "Flaminia" che collega Roma con la costa adriatica, consentendo il passaggio di genti, commerci e cultura attraverso i valichi appenninici.
Alcuni secoli prima di Cristo, gli Umbri abitarono queste terre, passate successivamente ai Piceni, ai Galli e quindi conquistate dai Romani (280 a.C.). La fine dell'impero romano vide l'avvicendarsi di Goti prima e Bizantini poi, quando il territorio faceva parte della Pentapoli Annonaria costituita da Urbino, Cagli, Fossombrone, Jesi e Gubbio. Fu poi la volta dei Longobardi di Liutprando, sconfitti dai Franchi di Pipino il Breve nell'VIII secolo. Per alcuni secoli la "libertas ecclesiastica" consentì l'edificazione di pievi e monasteri, mentre accese lotte infuriavano tra le città, fino al sopravvento di alcune signorie locali. In particolare si ricordano i Brancaleoni che dominavano le alte valli del Foglia e del Metauro, ed i Montefeltro che partendo dall'area di San Leo, si estesero con maggior decisione sul territorio provinciale sconfiggendo i Malatesta di Rimini. Specie nell'entroterra, la dinastia dei Montefeltro ha dato un notevole impulso sociale e culturale al territorio, tra cui Federico II, fatto Duca di Urbino da Papa Sisto IV nel 1474. Ai Montefeltro seguirono i Della Rovere, e poi nel 1631, l'antico ducato di Urbino venne devoluto interamente al controllo della Chiesa. Con l'arrivo delle truppe piemontesi, la vallata del Metauro seguì, come il resto della regione, la costituzione del nuovo Regno d'Italia.
L'ambiente
Tre sono gli elementi che caratterizzano questo territorio dal punto di vista ambientale: il fiume Metauro che attraversa placidamente la pianura, ed il suo affluente Candigliano; il complesso di monte Montiego (975 m), avamposto del più famoso monte Nerone, è un magnifico balcone sulla provincia di Pesaro e Urbino, e forma con la Balza della Penna, la gola di Gorgo a Cerbara. Il monte Pietralata (888 m) che costituisce la porzione settentrionale della gola del Furlo, una delle più interessanti in ambito nazionale per le attrattive di carattere geologico, vegetazionale e faunistico.
Il fiume Metauro
E' il più lungo fiume della provincia e quello con il più ampio bacino idrografico. Nasce in Toscana, sull'Alpe della Luna, come Auro, divenendo Metauro a Borgo Pace dopo la confluenza con il torrente Meta. Vicino Fossombrone, nei pressi di Calmazzo, accoglie le acque del Candigliano, torrente che caratterizza fortemente l'area fino all'Alpe della Luna, dall'elevato valore naturalistico. Lungo il territorio interessato, il Metauro conserva una fascia di vegetazione igrofila spesso insidiata dalle coltivazioni. La presenza di lastre di arenaria con diversi orientamenti ed in diverse forme ha originato piccole cascate che conservano un certo fascino; in alcuni punti ha scavato nella roccia alcune "gorghe", di cui una delle più belle è il cosiddetto Ribiro, all'interno della città di Urbania. Ambito dai pescatori ed interessato da progetti di tutela per la creazione di un parco fluviale, il fiume Metauro è percorribile anche in canoa. La vallata presenta aree calanchive di impressionante nudità e bellezza incorniciate da macchie di arbusti che in autunno assumono colori fiammeggianti; ospita numerose specie di uccelli e mammiferi, tra cui cinghiali, caprioli e il lupo.